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09/11/09

Disperazione: il Sindacato Nazionale Guardie Giurate scrive a Papa Benedetto XVI


Il Sindacato Nazionale Guardie Giurate questa mattina ha inviato una lettera a Papa Benedetto XVI chiedendo un Suo autorevole intervento. Nella nota inviata alla Città del Vaticano il Segretario Generale della S.N.G.G. Sindacato dei vigilantes ha elencato le problematiche che avvolgono e circondano da ormai troppo tempo il settore delle vigilanza sottolineando i morti caduti nell'espletamento del loro lavoro.
Un lunghissimo elenco di assalti portavalori, morti ammazzati, rapine, tentati assalti portavalori, incidenti stradali e tanto altro. Insomma ancora una volta il Sindacato dei vigilantes continua a volere che per questa categoria ci sia l'interesse di tutti e dopo gli organi dello Stato Italiano, il Presidente del consiglio Berlusconi, Il Ministro degli Interni Maroni, ora c'è anche il Papa.
C'è di tutto e si legge "Questa categoria è di serie C, e nessuno sino ad oggi ha mai voluto intervenire a salvaguardia di questa attività che compre in Italia, in termini numerici, circa 54 mila unità, e che svolge mansioni ed attività di interesse molto pubblico e poco privato. L'attività della vigilanza privata in Italia oltre che essere completamente allo sbando, alla deriva e completamente dimenticata da chi dovrebbe garantire sicurezza e controllo, è diventata anche l'ultima spiaggia per molte persone. Questo accade anche grazie alla situazione di crisi della nostra nazione che in molti casi però diventa ! "falsa crisi" solo per poter accedere a finanziamenti e sovvenzioni. Affermiamo con fermezza che questi lavoratori, che prima di essere tali sono sempre e comunque persone umane, non possano continuare a vivere nell'ombra dove nessuno e ribadiamo nessuno, si è mai occupato di loro. S. S., chiediamo anche a Lei un Suo autorevole intervento finalizzato quanto meno alla tutela in termini di sicurezza di questi operatori che sono sempre stati, sin dagli inizi del 1940 circa, persone di estrema affidabilità e sempre impegnati a svolgere il loro lavoro con estrema diligenza. S.S. siamo stanchi di dover continuare a leggere articoli di cronaca che vedono le guardie giurate morte in assalti portavalori, in incidenti stradali. E' chiaro che per lei è una cosa completamente nuova, ma personalmente da cristiano cattolico praticante credo che anche Lei possa essere di aiuto a questa categoria prossima al fallimento.
L'Italia oggi sembrerebbe essere alla deriva ed i nostri politici sono sempre pronti a sorridere, a pensare ai propri problemi ma non a quelli degli altri. Vivere in poltrona è sicurezza per le loro tasche e lo Stato Italiano che dovrebbe essere garantista, non esiste. Lo Stato italiano è peggio delle guardie giuriate, un fallimento assoluto. Da destra a sinistra abbiamo interessato tutti, nessuno escluso, ma risultati zero spaccato. Per questi motivi chiediamo a Lei un piccolissimo intervento per questa categoria e per questi operatori che hanno la necessità di certezze, sicurezza e di non andare a morire per ingrassare i loro padroni. Noi siamo contro il sistema, ci dia anche Lei una mano a tutelare i diritti di queste persone".
Molto altro ancora nella nota inviata al Papa, circa 4 pagine di lettera che abbiamo riassunto nella parti più salienti scritte da Marco Fusco segretario Generale del Sindacato Nazionale Guardie Giurate. Si legge anche della situazione di molti istituti di vigilanza di Caserta, Napoli, Benevento, Catania e Campobasso che sono solo una parte di quelli che Fusco ha scritto. Ne ha avute per tutti, ha scritto come sempre quello che pensava il sindacalista e quello che i fatti dicono riservando un duro se non estremo attacco diretto agli organi di Governo dello Stato Italiano e anche una piccola nota diretta al presidente della Repubblica da quale ancora attendono risposta.



Il Segretario Generale Marco Fusco


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08/11/09

Perdono la cassaforte rubata

Sono riusciti a rubare la cassaforte ma durante la fuga l'hanno persa. La cassaforte ha infatti sfondato una porta del furgone sul quale i ladri stavano scappando, finendo in strada.

E' accaduto la notte scorsa a Carrara. Il colpo e' stato messo a segno in un magazzino della Copac, una cooperativa alimentare a Carrara. I ladri sono riusciti a entrare sfondando le porte, poi hanno caricato sul furgone la cassaforte. Nel frattempo e' pero' intervenuta una pattuglia della vigilanza privata e i ladri sono dovuti scappare in modo precipitoso. La cassaforte ha poi sfondato una porta del furgone finendo in strada, dove e' stata ritrovata dai carabinieri.


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07/11/09

La «Polisia veneta» voleva fare un'imboscata a Zaia

Treviso, i 13 indagati per associazione paramilitare avevano organizzato un blitz a Cittadella il 6 settembre. Da quel giorno fu rafforzata la scorta del ministro


TREVISO - Volevano fare una imboscata al ministro leghista Luca Zaia i tredici della «polisia veneta» finiti sotto inchiesta per associazione paramilitare. Il blitz doveva scattare in occasione della Festa dei Veneti svoltasi a Cittadella il 6 settembre scorso. Lì si presentò un manipolo di otto militanti, capeggiati dal comandante dei vigili di Cornuda Paolo Gallina e dall’ex poliziotto Sergio Bortotto, che entrò in città marciando per poi però venire cacciato dagli organizzatori della manifestazione. Da qui, il potenziamento della scorta al ministro trevigiano decisa dalla prefettura. E’ questo il nuovo inquietante retroscena nel caso nato dopo il blitz nella sede della Life che ha portato alle perquisizioni della Digos nelle abitazioni di alcuni degli aderenti al movimento dell’«Autogoverno del popolo Veneto – Movimento di liberazione nazionale delle Venezie».

Quattro i promotori indagati dalla procura di Treviso: il presidente provinciale della Life Daniele Quaglia, il comandante della polizia municipale di Cornuda Paolo Gallina, Dino Zorzi, un 40enne di Trevignano, soprannominato Il Colonnello, e Sergio Bortotto, ex poliziotto, ora responsabile della sicurezza al Panorama di Villorba, dove avvenivano gli arruolamenti.

Nel 2000, una commissione, presieduta dall’attuale questore Carmine Damiano, lo espulse dalla polizia: a suo carico, una trentina di procedimenti disciplinari. Era proprio Bertotto a selezionare le persone da arruolare nella «polisia»: tra gli ottanta già reclutati figurano molti disoccupati, ex guardie giurate e giovani che sognavano di entrare nelle forze dell’ordine. In questi giorni il gruppo stava effettuando sopralluoghi nella Pedemontana per individuare un’area per le esercitazioni di tiro.

Valentina Dal Zilio


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06/11/09

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05/11/09

L'Assemblea Generale Annuale di ASSIV



Roma. Si terrà il prossimo 17 novembre, alle ore 11:15 presso la Sala Andrea Pininfarina - Confindustria (Viale dell'Astronomia, 30) l'Assemblea Generale Annuale di ASSIV - Associazione Italiana Vigilanza.
Questo il programma della giornata:

11:15 - Accredito partecipanti
11:30 - Relazione del Presidente dell'ASSIV dott. Matteo Balestrero
11:45 - Relazione del Presidente Confindustria ANIE dott. Guidalberto Guidi
12:00 - Intervento del Sottosegretario al Ministero dell'Interno On.le Alfredo Mantovano
12:30 - Intervento Ministro del Lavoro, Salute e Politiche Sociali Sen. Maurizio Sacconi
13:00 - Conclusione lavori

ASSIV è l'associazione nazionale di categoria più rappresentativa delle imprese di vigilanza privata, aderente a Confindustria e ANIE (Federazione Nazionale imprese elettrotecniche ed elettroniche). L'attività principale di ASSIV è quella di tutelare gli interessi generali di categoria e di rappresentarli adeguatamente a qualunque livello politico ed istituzionale, e di esprimere rappresentanti nell'ambito dei “tavoli di consultazione settoriale” che vengono insediati a livello governativo e nelle trattative per il rinnovo del CCNL e degli integrativi territoriali di categoria. Tra i compiti di ASSIV anche quello di promuovere l'immagine del comparto della vigilanza privata e la valenza del suo ruolo come modalità di sicurezza sussidiaria e complementare.




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03/11/09

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02/11/09

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REATI STABILI, MA SI PUNTA SEMPRE SULLA SICUREZZA


Strada Pelosa Furto in ditta Sparisce la cassa


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01/11/09

Notte di paura a Trigoria: esplose due bombe carta

CORSPORT - I cretini sono cretini. Ventiquat­tro ore. Giorno e notte. I cretini, questa volta, si sono materializzati nella notte tra venerdì e sabato, location Trigoria, cen­tro sportivo « Fulvio Bernardini » , casa Roma, Roma in ritiro, tutti, staff tecnico, dirigenti, giocatori. I cretini hanno colpi­to una prima volta poco prima della mez­zanotte. Quando il son­no non era ancora di tutti. I cretini hanno lanciato un paio di bombe carta e altret­tanti fumogeni. Il lan­cio c’è stato all’altezza del secondo cancello di Trigoria, davanti alla palazzina che al piano terra ospita la sala stampa, Roma chan­nel » , al piano superiore le stanze di tutti, staff tecnico, dirigenti, giocatori. Un bel botto dice chi lo ha sentito, peraltro ieri mattina ancora evidenziato dai segni la­sciati sull’asfalto.

DENUNCIA - Tutti fuori, ovviamente, com­presi i giocatori (qualcuno pare che stes­se dormendo e non si sia accorto di nulla) perché un po’ di spavento non può non es­serci stato. Dal telefonino di Gian Paolo Montali è partita immediatamente una te­lefonata alle forze dell’ordine, otto minu­ti dopo, a Trigoria sono arrivate due vo­lanti per i necessari accertamenti e rac­cogliere le coordinate di una denuncia contro ignoti. Concluso il tutto, una delle volanti è tornata sui precedenti percorsi, una, quella di servizio a Trigoria, è rima­sta nei paraggi, giro di controllo, allunga­to a casa Roma, uno ogni dieci minuti, per evitare un bis mai come in questo caso sgradito. Dopo le due e dopo tanti giri, i po­liziotti della volante, in mancanza di qual­siasi segnale, tanto meno della presenza di qualche macchina più o meno sospetta, ha interrotto il giro di ricognizione.

REPLICA
Non si era fatto il conto, però, che i cretini sono cretini. Perché, eviden­temente, i cretini erano rimasti nei parag­gi, magari nascosti da qualche parte, ma­gari pure per autoincensarsi e vedere l’ef­fetto che aveva fatto la loro bravata. Do­po le due, hanno avuto una nuova crisi di cretinismo. Acuta. Probabilmente incura­bile. Scomparsa la volante, si sono ripre­sentati all’esterno di Trigoria, avevano in dotazione ancora qualche bomba carta e fumogeni che qualsiasi cretino che si ri­spetti ha sempre a portata di mano, e han­no concesso il bis. Stavolta qualche deci­na di metri prima del secondo cancello, comunque un bel botto pure stavolta. Con tutte le conseguenze del caso.

L’APPELLO
- L’augurio, con tutto il cuore, è che nella notte appena trascorsa, non ci sia stato nessun tris, anche se bisogna sempre diffidare dei cretini. Per antici­pare la cosa, comunque, ieri la Roma ha chiamato alcuni vigi­lantes perché control­lassero l’impianto nel­la notte di vigilia di una partita che definire de­licata è dire poco. I gio­catori oggi devono pen­sare a regalare un sor­riso ai tifosi e alla clas­sifica, come ha sottoli­neato ieri il direttore tecnico Bruno Con­ti, pure lui in ritiro: « Hanno anticipato il capodanno. In questo momento quello che conta è rimanere uniti, certi episodi non aiutano perché rischiano di mettere più tensione. Io resto ottimista. Questa squadra saprà riconquistare i suoi tifosi. Capisco la delusione della nostra tifose­ria, chiedo solo di sostenere la squadra per i novanta minuti della partita e, spe­rando di no, di fischiare nel caso solo al­la fine » . Sperando che i cretini restino a casa.


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31/10/09

Cerchi lavoro... ?

Cerchi lavoro... ?
E sei una guardia giurata?

Fonte: www.sienafree.it

SERVIZI DI VIGILANZA di SIENA
CERCA 1 GUARDIA GIURATA RICHIEDE Età compresa tra i 20 e i 55 anni, Titolo di studio: GRADITO DIPLOMA SUPERIORE, NECESSARIA ISCRIZIONE IN LISTA DI MOBILITA' O ISCRITTO DISOCCUPATO DA OLTRE 24 MESI- NECESSARIA PAT.B PER GUIDA AUTO AZIENDALE- GRADITO IL POSSESSO DEL PORTO D'ARMI- NECESSARIA CITTADINANZA ITALIANA E NON AVER RIPORTATO CONDANNE PENALI OFFRE Sede di lavoro: SIENA, Contratto: tempo determinato, DURATA CONTRATTO: DICEMBRE 2008/MAGGIO 2009, CON POSSIBILITÀ' DI PROROGA O TRASFORMAZIONE A T. INDETERMINATO- RIPOSO: A TURNAZIONE, Orario di lavoro: DAL LUN. ALLA DOM. 22.00/05.00 (ORARIO NOTTURNO)

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30/10/09

Influenza, muoiono ergastolano pedofilo e medico 71enne: già 5 decessi


NAPOLI - E´ una giornata terribile a Napoli, l´influenza A causa due morti nel giro di poche ore, ed è massima allerta all´ospedale Cotugno, dove ora si teme per altri tre casi considerati "gravi". Dopo il detenuto deceduto ieri sera, questa mattina ha smesso di battere anche il cuore di un medico 71enne, anche lui contagiato dal virus H1N1. Si tratta di Eugenio Campanile, direttore sanitario di una casa di cura privata, "Villa Bianchi", a Portici. Era uno dei pazienti in Rianimazione le cui condizioni erano giudicate critiche dai medici per patologie pregresse.

L´anziano medico, ammalatosi durante una crociera, soffriva di una broncopneumopatia cronica ostruttiva: si tratta di una patologia considerata dai sanitari grave e molto pericolosa, soprattutto per le persone anziane. Il settantreenne, prima di essere trasferito all´Ospedale Cotugno, era ricoverato da qualche giorno all´ospedale Cardarelli di Napoli.

E così, in poche ore, salgono a cinque le vittime dell´influenza A a Napoli. Ma su un punto i sanitari insistono: il virus H1N1 è solo una concausa perché tutti i deceduti avevano un quadro clinico già compromesso. A distanza di un solo giorno dal medico napoletano Claudio Petré, di 56 anni, sono morti Francesco Esposito, di 64 anni, il cinquantenne Marcello Calì, oltre al 71enne.

Le condizioni di Francesco Esposito erano già gravissime al momento del ricovero; il decesso è avvenuto poco dopo un´ora dal suo arrivo all´ospedale Cotugno. Il suo quadro clinico era compromesso: era affetto da una polmonite diffusa e aveva un referto di broncoaspirato per miceti. Nella notte, invece, la morte dell´altro ricoverato: Marcello Calì, arrivato direttamente dal carcere di Poggioreale di Napoli dov´era detenuto per una condanna all´ergastolo. L´uomo, originario della Sicilia, è stato ricoverato al Cotugno la sera di martedì, lo stesso giorno in cui è deceduto il medico Petré.

Calì era gravemente obeso, diabetico e affetto da broncopneuomatia cronica ostruttiva e cardiopatia post ischemica. Il detenuto era stato arrestato nel 1990. Era stato condannato per violenza sessuale su una bambina di sei anni e per omicidio. Nel 2004 Marcello Calì, originario di Aidone, un piccolo centro della provincia di Enna, tentò il suicidio nel carcere di Sulmona: si
taglio le vene ma venne soccorso in tempo dagli operatori della polizia penitenziaria.

Sono altri quattro i casi ricoverati che destano preoccupazione. "Sono tutti sotto controllo - ha detto Antonio Giordano, direttore generale dell´ospedale Cotugno - e hanno tutti quadri clinici complessi. Per loro la prognosi resta riservata". Tra i quattro anche la donna di 32 anni rrivata al centro per le malattie infettive dopo aver partorito. Intanto, tra i corridoi del nosocomio napoletano il personale medico e infermieristico e le guardie giurate girano con le mascherine.
"Qui è prassi - racconta una guardia giurata - la preoccupazione di contrarre il virus c´é". In molti oggi sono arrivati all´accettazione del nosocomio per sospetta influenza.

Tutti sono stati rimandati a casa perché, nonostante la diagnosi di influenza A, le loro condizioni sono state definite buone. "Mi hanno detto di tenere il ragazzo in isolamento per
otto giorni - ha affermato Anna Claridi, del quartiere Soccavo di Napoli, zia di un diciassettenne che ha contratto la nuova influenza - lo rimandano a casa perché non è grave e per fortuna non ha altre patologie". Intanto gli esperti, come Maria Triassi, componente del comitato pandemico della Regione Campania, continuano a rassicurare: "La mortalità
dell´influenza A per complicazioni è ancora inferiore a quella per complicazioni dell´influenza stagionale".



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28/10/09

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Vandalismi in pieno centro, ordine di carcerazione per 23enne spezzino


Preso dalla Mobile uno degli evasi dal carcere di Airola


Dà in escandescenze in un bar di un centro commerciale




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27/10/09

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ABUSI SESSUALI SU MINORI ROM, CHIUSE INDAGINI SU 62ENNE


Guardia giurata Litiga col fratello, gli spara in fronte e lo uccide



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